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Cambiare strada all'università non è un fallimento.

Essere in difficoltà all'università non significa aver sbagliato tutto, e pensarci su non ti rende meno capace di chi «va dritto». Cambiare corso o ateneo lungo il percorso è molto più comune di quanto sembri dall'esterno: fa parte del trovare la propria strada. Questa pagina non ti dirà cosa fare — ti aiuta a capire cosa sta succedendo, che è il passo che viene prima.

Cinque domande, prima di ogni decisione

Il problema può essere il corso, l'ateneo, il metodo di studio o qualcosa che con l'università non c'entra. Le risposte a queste domande aiutano a distinguerli.

Se potessi cambiare una sola cosa, quale sarebbe?

Le materie che studi, i professori, la città, i compagni di corso, il ritmo? La prima risposta d'istinto di solito indica dove sta il nodo.

C'è stato un momento in cui andava bene?

Se sì, cosa è cambiato da allora? Se il corso ti piaceva e ora no, forse è il carico o il metodo. Se non ti è mai piaciuto, forse è la scelta.

Il problema ti segue o resta qui?

Prova a immaginarti nello stesso corso ma in un'altra università: staresti meglio? E in un corso diverso nella stessa città? Le risposte separano corso, ateneo e ambiente.

Se potessi scegliere dove studiare, dove andresti?

Università ce ne sono in tutte le regioni: grandi atenei di città, sedi piccole di provincia, politecnici, telematiche. Se rispondendo ti viene in mente un posto preciso, quel desiderio dice qualcosa. Se invece ti viene in mente «ovunque tranne qui», il nodo forse è la città più che il corso.

È l'università o è questo periodo?

Salute, famiglia, soldi, relazioni: a volte lo studio è la vittima, non la causa. In quel caso cambiare corso non risolve — chiedere supporto sì.

Ti riconosci in una di queste situazioni?

«Ho fallito tre esami di fila.»

  1. Tre bocciature dicono qualcosa, ma raramente dicono «non sei portato/a». Prima ipotesi da verificare: il metodo. Studiare di più non è studiare meglio.
  2. Prova il tutorato del tuo ateneo o un gruppo di studio: confrontarsi su COME si prepara quell'esame specifico cambia spesso tutto.
  3. Se gli esami che non passano sono tutti dello stesso tipo (es. tutti matematici) e le altre materie vanno, il tema potrebbe essere l'aderenza del corso ai tuoi punti di forza: guarda i piani di studio di corsi affini.
Metti a confronto le opzioni

«Non mi piace più quello che studio.»

  1. Distingui la materia dalla sua versione universitaria: economia «vera» e l'esame di micro del secondo anno possono somigliarsi poco. Guarda gli insegnamenti del terzo anno e della magistrale: è lì che vuoi arrivare?
  2. Se la risposta è no, il passaggio di corso nello stesso ateneo è spesso il modo più economico di cambiare: niente congedo, convalide più semplici.
  3. Se invece non sai più cosa ti piace, riparti dagli interessi con il quiz: a volte serve solo rimettere a fuoco.
Rifai il punto con il quiz

«Non riesco a mantenermi agli studi.»

  1. Prima di mollare per motivi economici, verifica cosa ti spetta: con un ISEE basso, tra borsa DSU, esonero tasse, mensa e alloggio la differenza può essere enorme.
  2. Le collaborazioni studentesche part-time (le «150 ore») sono retribuite e compatibili con lo studio per definizione.
  3. Se la tua regione offre poco, considera anche il trasferimento verso atenei con più servizi per il diritto allo studio — è un criterio legittimo quanto la didattica.
Confronta atenei e servizi

«Mi sento solo/a e fuori posto.»

  1. È più comune di quanto sembri, soprattutto nei grandi atenei e per chi è fuori sede: non è un difetto tuo.
  2. Il counseling psicologico d'ateneo esiste esattamente per questo, è gratuito ed è riservato. Non serve «stare male abbastanza» per andarci.
  3. Se l'ambiente resta ostile dopo averci provato, cambiare contesto (corso più piccolo, città più vicina a casa, ateneo diverso) è una scelta razionale, non una fuga.
Ragiona sulle opzioni con calma

A chi puoi rivolgerti

Non devi risolvere tutto da solo/a. Questi servizi esistono apposta, e usarli è un segno di lucidità, non di debolezza.

  • Counseling psicologico del tuo ateneo

    Quasi tutte le università italiane offrono un servizio di supporto psicologico gratuito o quasi per gli studenti iscritti. È riservato e spesso basta una mail per prenotare un primo colloquio.

    Cerca “counseling psicologico” + il nome del tuo ateneo, o chiedi in segreteria studenti

  • Tutorato didattico

    Studenti senior e docenti tutor aiutano con metodo di studio, pianificazione degli esami e materie ostiche. In molti atenei è gratuito e poco conosciuto.

    Cerca “tutorato” sul sito del tuo corso di laurea

  • Collaborazioni studentesche part-time (150 ore)

    Se il problema è anche economico: gli atenei statali offrono collaborazioni retribuite riservate agli studenti (biblioteche, aule informatiche, orientamento).

    Bando “collaborazioni studentesche” sul sito del tuo ateneo

  • Telefono Amico Italia

    Ascolto empatico e anonimo per chiunque attraversi un momento difficile. Attivo ogni giorno dalle 9 alle 24.

    02 2327 2327 · telefonoamico.it

  • Ente regionale per il diritto allo studio

    Contatto da verificare

    Borse di studio, residenze e mense dipendono da enti regionali (es. ER.GO, DiSCo, EDISU). Se i soldi sono il problema principale, parti da qui.

    Cerca "ente diritto allo studio" + il nome della tua regione

  • Universitaly — portale del MUR

    Il portale ufficiale del Ministero con l'offerta formativa completa di tutti gli atenei italiani: utile per verificare corsi, sedi e requisiti.

    universitaly.it

  • Numero unico di emergenza

    Se tu o qualcuno vicino a te siete in pericolo immediato, non aspettare: chiama subito.

    112

Se stai molto male o hai pensieri che ti spaventano, non aspettare di aver «capito il problema»: parlane subito con qualcuno — il counseling del tuo ateneo, il tuo medico, o in emergenza il 112.